Soldi

Preventivi edili: le voci che mancano quasi sempre

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Un preventivo si perde raramente sul prezzo. Si perde su tre righe che non ci sono, su un «compreso» dato per scontato e su un imprevisto che qualcuno deve pagare e che, non essendo scritto da nessuna parte, paghi tu.

Un preventivo è un perimetro, non un numero

Il cliente legge il totale. Tu devi scrivere il contorno: cosa è compreso, cosa no, con quali quantità e a quali condizioni. Quando fra due mesi discuterete su chi paga lo smaltimento, l’unica cosa che conterà è cosa c’è scritto — non cosa vi eravate detti in cortile.

Per questo un preventivo fatto bene ha voci misurabili: quantità, unità di misura, prezzo unitario. «Cappotto termico a corpo, 26.000 €» non è una voce: è una promessa. «320 m² × 82,00 €/m²» è una voce, e se la facciata è più grande di quanto sembrava si vede subito da dove viene la differenza.

Le voci che mancano quasi sempre

Sono sempre le stesse, e non perché chi preventiva sia distratto: sono le cose che si fanno senza pensarci, e proprio per questo non si scrivono.

  • Il ponteggio oltre il primo mese. Il montaggio lo scrivono tutti. Il noleggio dei mesi successivi, che dipende da quanto durano i lavori, quasi nessuno.
  • Lo smaltimento. Trasporto e conferimento dei rifiuti del cantiere: pesano, costano e non spariscono da soli.
  • Il tiro in alto e i trasporti interni. Portare i materiali dove servono, ai piani, senza ascensore.
  • Protezioni e pulizia. Teli, protezione dei serramenti, pulizia finale prima della consegna: mezza giornata di squadra che nel preventivo non c’è.
  • I ripristini. Quello che si rompe attorno alla lavorazione, e che il cliente dà per scontato torni com’era.
  • Gli oneri della sicurezza. Vanno indicati a parte, non annegati nel prezzo unitario: servono a te per difenderli e al cliente per capire che esistono.
  • Acqua e corrente di cantiere. Se le fornisce il committente scrivilo; se le porti tu, hanno un costo.

Un esempio, riga per riga

Un cappotto su una facciata di 320 m², con il ponteggio che resta su per tre mesi. Le quantità sono quelle rilevate al sopralluogo, i prezzi unitari sono d’esempio: i tuoi dipendono da come lavori e da quanto ti costa un’ora — se non lo sai con precisione, comincia da quanto costa davvero un’ora di un tuo operaio.

Cappotto termico, facciata sud — 320 m²
Ponteggio a telai, montaggio e smontaggio — 320 m² × 14,50 €
4.640,00 €
Cappotto EPS grafite 12 cm, fornitura e posa — 320 m² × 82,00 €
26.240,00 €
Rasatura armata e finitura ai silicati — 320 m² × 27,00 €
8.640,00 €
Ponteggio, noleggio oltre il primo mese — 2 mesi × 840,00 €
1.680,00 €
Imponibile
41.200,00 €

L’IVA non è in tabella di proposito: l’aliquota dipende dal tipo di intervento e da chi è il committente, e la conferma il commercialista. Sul preventivo si scrive, ma si scrive quella giusta.

Quattro righe, e il cliente capisce dove vanno i soldi. Se poi chiede di togliere qualcosa, sai esattamente quanto vale: è la differenza fra trattare e tagliare a occhio.

Scrivi cosa non è compreso

È il paragrafo più corto del preventivo e quello che ti salva più spesso. Tre o quattro righe, in fondo, con le esclusioni: opere non previste dietro l’intonaco, pratiche e progettazione, ripristini di impianti, smaltimento di materiali particolari, allacci.

Aggiungi anche su cosa hai calcolato: «prezzi validi per lavorazione continuativa», «facciata accessibile dal cortile», «quantità da verificare in corso d’opera». Sono le condizioni che rendono vero il prezzo, e se cambiano cambia anche il prezzo — ma solo se erano scritte.

Validità, acconti e stati di avanzamento

Metti sempre una data di validità. Non è una formalità: i prezzi dei materiali si muovono, e un preventivo accettato cinque mesi dopo su un prezzo di cinque mesi prima è una perdita che ti sei firmato da solo. Se il lavoro è lungo, aggiungi come si comportano i prezzi in caso di variazioni importanti sui materiali.

Sugli incassi vale una regola sola: non finanziare il cliente. Un acconto alla firma, pagamenti legati a stati di avanzamento verificabili — non a date — e il saldo alla consegna. Se i materiali li anticipi tu e incassi a fine lavoro, stai facendo la banca a un tasso zero, e le banche almeno controllano chi hanno davanti.

  1. 01Acconto alla firma, prima di ordinare i materiali.
  2. 02Stati di avanzamento su quantità realizzate, misurate insieme al cliente o al direttore dei lavori.
  3. 03Saldo alla consegna, dopo la verifica: se resta qualcosa da sistemare, resta anche una parte del saldo.

Scriverlo dove si vede il lavoro

L’ultima cosa, che è la prima in ordine di tempo. Il preventivo scritto in ufficio tre sere dopo il sopralluogo perde due cose: le misure prese bene e i dettagli che avevi visto. Quello che resta è un ricordo, e il ricordo dimentica sempre le stesse voci — quelle dell’elenco qui sopra.

Scriverlo sul posto, riga per riga, mentre hai la facciata davanti, cambia il risultato più di qualunque modello. E il cliente che vede il totale crescere mentre ne parlate discute il lavoro, non il numero finale.

Domande che ci fanno

Conviene fare un preventivo a corpo o a misura?

A misura ti protegge quando le quantità sono incerte, perché si aggiornano; a corpo piace al cliente perché il numero è uno solo. Molte imprese scrivono a misura e presentano il totale a corpo: le quantità restano in tabella e valgono se qualcosa cambia.

Quanto devo mettere per gli imprevisti?

Su ristrutturazione, dove non sai cosa c’è dietro un muro, una percentuale dichiarata è più onesta di un prezzo gonfiato in silenzio. Scrivila come voce: il cliente la vede e la capisce, e se non serve non la paga.

Il cliente mi chiede di togliere una voce per far tornare il budget.

Togli il lavoro, non il prezzo. Se elimini il noleggio del ponteggio dal preventivo ma il ponteggio resta su tre mesi, hai solo spostato la perdita da lui a te.

Quanti preventivi dovrei fare per prenderne uno?

Dipende da chi hai davanti, e chi ti dà una percentuale non ti conosce. Il dato utile è un altro e ce l’hai già: quanti ne fai, quanti ne accettano e quanto tempo ci passi. Se non lo sai, comincia a segnarlo — è più utile di qualunque media di settore.

Questo articolo racconta come funzionano le cose in pratica e non sostituisce il parere del tuo tecnico, del consulente del lavoro o del commercialista. Le regole cambiano nel tempo e da comune a comune: prima di decidere, fatti confermare il tuo caso da chi lo segue.